Sblog! – Stereotipi, menzogne e muffin

Buongiorno Iacolini,

eccoci qua a dare vita al crisalideo progetto di un blog, dopo che per anni tutti mi hanno rotto le palle, istruendomi sull’estrema necessità e importanza del “tenere” un blog. Come se questi stessi poi lo leggessero davvero. Ma bando alle ciance e chiariamo subito che questo non è un vero e proprio blog, anche perché, uno, io non so esattamente né cosa sia un blog né come si porti avanti, perché sono figlio di MSN e MySpace, Dio li abbia in gloria e due, non ho la pazienza e la costanza per reggere scadenze o per essere appagante per alcuni o dover essere a tutti i costi interessante per altri, quindi mi sa che scriverò di ciò che mi viene, tipo diario da ragazzina isterica, in attesa del primo sangue. Quindi, spulciando su internet o ravanando tra i discorsi che sento e la gente che incontro ogni giorno, prenderò quello che mi ispira, o che non riesco a mandare giù e ve lo lascerò in questo spazio e spero di farlo seduto sul gabinetto, perché credetemi è il luogo migliore.

Detto ciò, togliamoci subito la benedetta maschera e diciamo le cose come stanno, a volte, la stragrande maggioranza delle volte, gli stereotipi sono la quinta essenza della realtà. Ci sono ragazze che non sanno distinguere un chiodo da un ago, che guidano e parcheggiano come farebbe il mio cane, che vanno in paranoia se si fulmina la luce del bagno e che, ogni qual volta si invaghiscono di qualcuno, diventano delle rimbambite che non riescono e gestire neanche la loro vescica. Ma non per questo possiamo fare a meno di loro, intendiamoci, non sia mai. Di contro, non chiedete a noi maschietti di dividere il bucato o di fare una qualsiasi cosa che riguardi la gestione della casa, potremmo riuscirci certo, ma sarebbe come la scissione dell’atomo, non sapremmo da dove iniziare. Certi maschi poi toccano vette epiche, per dire la prima cosa che mi viene in mente, alcuni sono talmente lobotomizzati con quella cosa chiamata calcio, che insultandosi beceramente a vicenda per vedere quale delle loro squadre (che non sanno neanche della loro esistenza e che campano sulle loro spalle con gli abbonamenti) abbia il cazzo più lungo, non si rendono conto che entrano a due piedi nella melmosa pozzanghera del ridicolo e vengono scritti a libro nero da tante belle donzelle che altresì gliel’avrebbero anche potuta dare. Il guaio è che poi capita che queste gliela diano davvero. Ma almeno si riproducono tra di loro e va bene così.

Ora cercate di non inquisirmi per quello che ho affermato, tacciandomi come maschilista o stronzate simili. In fondo odio tutti e non odio nessuno, soprattutto le donne, senza le quali, io per primo, non saprei che fare. Diciamo che la mia è una misantropia altalenante che spesso mette in crisi anche me che la esercito. E poi ho visto uomini spazzare casa con una maestria davvero invidiabile e donne che a un manico di scopa sono capaci solo a ballarci attorno. Mia madre guidava benissimo, tranne qualche cunetta e io le ho fracassato la macchina contro un albero, quindi pochi cazzi. A mia discolpa va però detto che andavo di fretta, ero giovane e a terra c’era del pietrisco. In sostanza, anche se la maggior parte di noi ricade nello stereotipo, ci sono le dovute eccezioni, anche se queste non confermano affatto la regola. Infatti non è una legge, lo stereotipo, ma non si può dire che la stragrande maggioranza delle persone non ci ricada appieno dentro. Quindi se cercassimo di essere un po’ più sinceri con noi stessi e ammettessimo che a volte siamo come gli stampini dei muffin e ci comportassimo meno da perfetti stronzi e più da persone slegate da vincolanti preconcetti sul mondo e sugli altri, tutti, saremmo più tranquilli e di certo scoperemmo di più, che non fa male a nessuno.

Detto questo, qui c’è poco più di una paginetta, non è lungo e non credo sia tedioso. Ve lo ricordo adesso e prometto di non lo farò più, perché è la mia prima volta e come le prime volte non bisogna lasciare nulla al caso, che poi quello non richiama più. Potete darmi la vostra opinione o solo essere partecipi, commentando in fondo a questo articolo (lo preferirei), ma potete farlo anche nel post che condividerò sulla pagina Facebook, io prometto di trovare forza e tempo e rispondere a tutti. Questo perché mi interessa il vostro parere ovviaMENTE. L’ultima parola è un suggerimento che il mio inconscio vi da.

Saluti.

6 risposte a "Sblog! – Stereotipi, menzogne e muffin"

  1. Enrico Ciccarelli (@EnryCiccarelli) ha detto:

    C’è una teoria sociologica (che non vedo di buon occhio ma fa comunque riflettere) che asserisce che lo stereotipo sia inevitabile perché legato al modo dell’uomo di esperire il mondo. Gli stereotipisi possono nascondere, erodere a posteriori, gli si può dare l’abito elegante dell’indifferenza, ma sono necessari per identificare e classificare il mondo: le cose, gli eventi, le persone. Abbiamo un bisogno innato (o forse culturale) di ritrovare un pattern riconoscibile e accomodante dietro ogni situazione quotidiana. E lo facciamo, essenzialmente, per non smarrirci in questo mondo così variegato e imprevedibile.

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