Confini

Ho guardato da un’altra angolazione.

Ho visto meglio la valle profonda, con le sue pareti continue e intimorenti, dove riposa il mio stanco camminare.

La casa isolata dove non bisogna entrare, invocare compagnia, sprofondata tra le alture infinite della natura.

Ancora più in là, oltre l’orizzonte della curva del monte, altre colline lontane e rumori indefiniti.

Poi d’improvviso, lo smarrimento, la necessaria contemplazione, il timore, l’inadeguatezza.

Infine gli occhi, la fune nel mare, l’odore della vita, la voglia di morire.

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